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	<title>giovani &#8211; Roberta Seppoloni</title>
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		<title>Economic@mente&#8230; la Finanza a Scuola!</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2020 11:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino all’ anno scorso non avrei mai pensato di insegnare a scuola. Poi, ho deciso di far parte di un bel progetto, promosso dall’ ANASF, l’Associazione dei Consulenti Finanziari, di cui faccio parte da molto tempo. Questo Progetto si chiama Economic@mente e consiste nel portare il mondo della Finanza tra i banchi di scuola. Ti racconto… Mi sono trovata di&#160;<a href="http://www.robertaseppoloni.it/economicamente-la-finanza-a-scuola/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Fino all’ anno scorso non avrei mai pensato di insegnare a scuola.</h1>
<p>Poi, ho deciso di far parte di un bel progetto, promosso dall’ ANASF, l’Associazione dei Consulenti Finanziari, di cui faccio parte da molto tempo.</p>
<h2>Questo Progetto si chiama Economic@mente e consiste nel portare il mondo della Finanza tra i banchi di scuola.</h2>
<p>Ti racconto…</p>
<p>Mi sono trovata di fronte ragazzi di 16 anni, con gli ormoni impazziti, il cellulare sempre a disposizione e la testa piena di pensieri. E mi sono detta: e ora come faccio a farmi ascoltare? Come posso trasferire a questi ragazzi concetti finanziari così complessi?</p>
<p>Ed invece è venuto tutto spontaneo.</p>
<p>Ho raccontato la mia storia, quello che faccio e come lo faccio.</p>
<p>Ho parlato del bene più prezioso che tutti abbiamo, in modo particolare che loro hanno, essendo molto giovani: il tempo.</p>
<p>Ho rafforzato il concetto che ragazzi della loro età, avendo tanto tempo davanti, hanno la possibilità di pianificare il raggiungimento dei propri obiettivi di vita, anche con risorse limitate. Perché queste risorse, anche se eventualmente limitate, lavoreranno per loro molti, moltissimi anni.</p>
<p>Ed alla domanda: “Ma come è possibile far lavorare i soldi messi da parte?”, ho svelato la magia della Capitalizzazione Composta, vale a dire il continuo reinvestimento degli interessi, che consente una crescita esponenziale delle risorse.</p>
<p>E’ stato questo un concetto di non immediata comprensione. Mi sono aiutata con un esempio numerico: se investo 100 € al 5% di rendimento annuo, dopo 1 anno ho un montante di 105 €, dato dal capitale di 100 € più gli interessi di 5 €; dopo 2 anni il montante è di 110,25 € e non di 110 €, perché anche gli interessi di 5 € maturano altri interessi e non solamente il capitale! Ma ho visto degli sguardi persi nel vuoto…</p>
<p>Allora ho provato con una metafora:<br />
se prendiamo un foglio di 1 millimetro di spessore e lo pieghiamo, otteniamo uno spessore di 2 millimetri. Se lo pieghiamo di nuovo, otteniamo uno spessore di 4 millimetri e così via. Dopo 10 volte lo spessore diventa di oltre mezzo metro, dopo 20 volte di oltre mezzo chilometro, dopo solamente 48 volte si può coprire quasi la distanza dalla terra al sole, pari a 140 milioni di chilometri.</p>
<p>Ho visto, allora, la luce nei loro occhi. Avevano capito il concetto!<br />
E’ stato bello, poi, osservare i loro visi increduli, quando ho detto loro di dare il nome ai soldi!<br />
Mi hanno risposto di getto: “Ma che stranezza è questa: dare il nome ai soldi e perché?”<br />
Ho fatto, allora, l’esempio del nome che io ho dato ad una parte del mio risparmio: “Laurea di Nicole” e ho spiegato loro che quei soldi per me sono intoccabili, perché sono destinati all’ Università di mia figlia. Niente e nessuno me li potrebbe far spendere!<br />
Ecco che, quindi, dare il nome ai soldi permette di legarli indissolubilmente a quello a cui li abbiamo destinati.</p>
<p>Le ore trascorse insieme a questi ragazzi sono volate via e mi hanno arricchito enormemente.A volte mi capita di sentir parlare di bamboccioni, di ragazzi svogliati e privi di interesse… Io ho conosciuto ragazzi curiosi, attenti e con la voglia di sapere.<br />
Ci sono tutte le premesse per percorrere un buon viaggio della vita e io sono onorata di averne fatto parte per un minuscolo spazio temporale.</p>
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<p><img class="alignnone wp-image-2288 size-full" src="http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2020/01/economicamente.jpg" alt="La classe di Economic@mente ed i relatori" width="960" height="698" data-id="2288" srcset="http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2020/01/economicamente.jpg 960w, http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2020/01/economicamente-300x218.jpg 300w, http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2020/01/economicamente-768x558.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
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		<title>Giovani: bamboccioni o startupper con il pollice verde?</title>
		<link>http://www.robertaseppoloni.it/giovani-bamboccioni-o-startupper-con-il-pollice-verde/</link>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 14:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è la storia di Giovanni Di Mambro e Damiano Angelici, soprannominati “dottori degli ulivi”, amici e compagni di scuola. Questi ragazzi, 5 anni fa, a venti anni, hanno creato una startup di nome Agritech. La loro azienda consiste in un insieme di dispositivi elettronici, che, mediante dei sensori, sono in grado di rilevare in tempo reale il livello di&#160;<a href="http://www.robertaseppoloni.it/giovani-bamboccioni-o-startupper-con-il-pollice-verde/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Questa è la storia di Giovanni Di Mambro e Damiano Angelici, soprannominati “dottori degli ulivi”, amici e compagni di scuola.</h1>
<p>Questi ragazzi, 5 anni fa, a venti anni, hanno creato una startup di nome <strong>Agritech</strong>.</p>
<p>La loro azienda consiste in un insieme di dispositivi elettronici, che, mediante dei sensori, sono in grado di rilevare in tempo reale il livello di umidità, il tasso di pioggia e la temperatura.</p>
<p>Tali dati sono visualizzabili online con notifiche, simili a quelle di facebook o di altri social. Le notifiche informano in modo puntuale il produttore, il quale orienta il suo lavoro sulla base di esse.</p>
<p>Siamo di fronte ad una forma di precision farming, vale a dire di agricoltura di precisione, che ottimizza le produzioni attraverso le tecnologie. Senza di essa, in media ogni anno, il 60% del raccolto viene perduto, mentre, grazie ad essa, si riesce a presidiare l’insorgenza di malattie, si migliora il processo di irrigazione e si riducono le quantità dei pesticidi necessari.</p>
<p>La sperimentazione è partita su 4000 piante di ulivo in Alta Sabina. Oggi vengono monitorati più di un milione di piante in sei paesi del mondo. È stata aperta anche una sede a Cordoba, in Spagna, primo produttore al mondo di olio. L’azienda conta una quindicina di collaboratori per oltre 200 aziende clienti.</p>
<h2>Una testimonianza di efficienza e sostenibilità!</h2>
<p>Quando, poi, gli studenti della classe II S dell’Istituto Arturo Malignani di Udine, ragazzi con la passione per la chimica, inventano l’etichetta “intelligente”, vincendo Biz Factory ed arrivando secondi alla competizione europea, allora non si tratta di un caso sporadico!</p>
<p>Andrea Marnich, giovanissimo AD di <strong>OKelvin</strong>, questo il nome della classe diventata una vera e propria azienda, ci racconta che la loro etichetta hi-tech è tracciabile e sicura.</p>
<p>Essa è in grado di cambiare aspetto al variare della temperatura.</p>
<p>Il cambiamento avviene con l’utilizzo di speciali pigmenti termocromatici. L’etichetta intelligente può essere utilizzata per i più svariati prodotti, dal vino ai farmaci e per tutti i prodotti che si possono alterare, se esposti a temperature inadeguate.</p>
<p>Un progetto, che dalla scuola è arrivato all’attenzione di imprese e professionisti, trasformandosi in un’esperienza professionale straordinaria!</p>
<h3>Ma gli esempi non finiscono qui!</h3>
<p>La classe II S dell’Istituto Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi ha creato un prodotto innovativo per i servizi di bike sharing.</p>
<p>Si tratta di <strong>Power Bike</strong>.</p>
<p>Il giovanissimo AD Giovanni Paoletti ci spiega che l’energia cinetica della pedalata viene trasformata in energia elettrica e, poi, conservata in un accumulatore, inserito nella bici. L’energia prodotta con le pedalate viene trasferita a fine corsa in apposite colonnine, dislocate in punti strategici della città e messa a disposizione della comunità. Un utilizzo è, ad esempio, quello di illuminare il lungomare del comune. Questo sistema aumenta la sensibilità dei cittadini ed attira un nuovo tipo di turista, l’eco-turista. Il progetto ha ottenuto il primo premio del Green Jobs 2019.</p>
<p>Sono storie di una generazione complessa, molto impegnata, a volte distratta e sempre connessa. E’ la generazione informata, attenta alle tematiche ambientali, che fa il giro del mondo e prende posizione. La generazione che pensa l’impresa con il pollice verde, partendo anche dai banchi di scuola.</p>
<p>Sono i nostri figli, il futuro!</p>
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