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	<title>Uncategorized &#8211; Roberta Seppoloni</title>
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		<title>Come risparmiare senza accorgertene</title>
		<link>https://www.robertaseppoloni.it/come-risparmiare-senza-accorgertene/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 14:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Sai che cosa sono i PAC? leggi questo interessante articolo, dal quale è tratta la mia infografica &#8220;Come risparmiare senza accorgertene&#8221;, che troverai nella sezione &#8220;Pillole Finanziarie&#8221; di questo sito. Clicca al link http://www.robertaseppoloni.it/portfolio-view/come-risparmiare-senza-accorgertene-i-pac/]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sai che cosa sono i PAC?</p>
<p>leggi questo interessante articolo, dal quale è tratta la mia infografica &#8220;Come risparmiare senza accorgertene&#8221;, che troverai nella sezione &#8220;Pillole Finanziarie&#8221; di questo sito.</p>
<p>Clicca al link <a href="http://www.robertaseppoloni.it/portfolio-view/come-risparmiare-senza-accorgertene-i-pac/">http://www.robertaseppoloni.it/portfolio-view/come-risparmiare-senza-accorgertene-i-pac/</a></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-1900" src="http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2019/06/art1-727x1024.jpg" alt="articolo MiaEconomia" width="727" height="1024" data-id="1900" /><img class="alignnone size-large wp-image-1901" src="http://www.robertaseppoloni.it/wp-content/uploads/2019/06/art2-727x1024.jpg" alt="articolo" width="727" height="1024" data-id="1901" /></p>
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		<item>
		<title>Con l&#8217;orgoglio di essere una Donna Umbra!</title>
		<link>https://www.robertaseppoloni.it/httpswww-youtube-comwatchvuoueej46e_kfeatureyoutu-beappdesktop/</link>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 10:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Video Consigliati]]></category>

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		<description><![CDATA[Lorem ipsum   &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lorem ipsum</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uoUEEj46E_k?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="https://video-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hvideo-xfp1/v/t42.1790-2/759995_538085012920719_1470687378_n.mp4?efg=eyJybHIiOjUxNiwicmxhIjo1MTJ9&amp;rl=516&amp;vabr=287&amp;oh=00b5db3a3fc1c113bd702df97519f569&amp;oe=55C20AA7"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voglio Capire&#8230;</title>
		<link>https://www.robertaseppoloni.it/voglio-capire/</link>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 14:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro lettore, anche il 2016 è iniziato carico di novità… Viviamo in un’epoca impegnativa, dove la cattiva gestione in molti ambiti ha portato ad una situazione di non ritorno e le cose devono cambiare. Abbiamo già assistito a dei cambiamenti radicali e significativi, che spesso ci hanno destabilizzato e sfiduciato. In passato eravamo abituati all’atteggiamento assistenzialista dello Stato e ci&#160;<a href="https://www.robertaseppoloni.it/voglio-capire/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Caro lettore,</em></p>
<p><em>anche il 2016 è iniziato carico di novità…</em></p>
<p><em>Viviamo in un’epoca impegnativa, dove la cattiva gestione in molti ambiti ha portato ad una situazione</em></p>
<p><em>di non ritorno e le cose devono cambiare. Abbiamo già assistito a dei cambiamenti radicali e significativi,</em></p>
<p><em>che spesso ci hanno destabilizzato e sfiduciato. In passato eravamo abituati all’atteggiamento</em></p>
<p><em>assistenzialista dello Stato e ci siamo resi conto, invece, che lo Stato non ci assiste più e che ci dobbiamo</em></p>
<p><em>arrangiare da soli. Alcuni miti sono stati sfatati: la pensione pubblica è un miraggio sempre più lontano;</em></p>
<p><em>gli immobili, da sempre bene rifugio ed investimento preferito dagli italiani, sono diventati fonte di tasse</em></p>
<p><em>e costi infiniti; le banche, che non potevano fallire, ora falliscono ed a rimetterci per primi sono gli stessi</em></p>
<p><em>clienti!!!</em></p>
<p><em>Per la professione, che svolgo, mi trovo a parlare continuamente con i miei clienti di questi argomenti e</em></p>
<p><em>mi sono resa conto di quanto bisogno ci sia di capire quello che sta succedendo intorno a noi.</em></p>
<p><em>Veniamo all’argomento di oggi: la nuova Direttiva Europea Bail-In e i rischi presenti nel mondo bancario.</em></p>
<p><em>Una premessa è necessaria:</em></p>
<p><em>Nel settore bancario operano diverse tipologie di banche. Possiamo fare una prima distinzione. Ci sono</em></p>
<p><em>banche, che svolgono l’attività tradizionale di raccogliere capitali da chi vuole investire e di erogare</em></p>
<p><em>mutui e finanziamenti a chi ha necessità di ricevere prestiti, guadagnando nella differenza tra i tassi</em></p>
<p><em>d’interesse applicati. Queste banche hanno di solito molti sportelli e molti dipendenti. Ci sono, poi, le</em></p>
<p><em>banche, che raccolgono i capitali dai clienti, che vogliono investire il proprio patrimonio e si occupano</em></p>
<p><em>prevalentemente della gestione di questi capitali. Per queste banche la fonte di guadagno è</em></p>
<p><em>rappresentata dalla remunerazione ricevuta per l’attività di gestione. Esse hanno pochi sportelli, ma</em></p>
<p><em>piattaforme informatiche molto sviluppate e sicure per l’operatività on line e hanno pochissimi</em></p>
<p><em>dipendenti, in quanto si avvalgono prevalentemente del lavoro di liberi professionisti.</em></p>
<p><em>Questa prima distinzione ci fa capire che, normalmente, la prima tipologia di banche, per la struttura e il</em></p>
<p><em>tipo di attività svolta, può essere maggiormente soggetta ad eventuali problemi e rischi di fallimento.</em></p>
<p><em>Vediamo ora che cos’è la Direttiva europea Bail-In?</em></p>
<p><em>Si tratta di un insieme di nuove regole, comuni a tutti i Paesi dell’Unione Europea, che hanno l’obiettivo</em></p>
<p><em>di limitare la probabilità che si verifichino crisi bancarie e, nel caso si manifestino, di attenuarne gli</em></p>
<p><em>effetti.</em></p>
<p><em>Perché sono state introdotte?</em></p>
<p><em>Le istituzioni europee ritengono che le banche debbano essere equiparate alle aziende, che operano</em></p>
<p><em>negli altri settori. Se un’azienda non viene gestita bene e fallisce, lo Stato italiano non interviene a</em></p>
<p><em>salvarla. Anche le banche devono essere gestite correttamente. A tal fine devono assumere il personale</em></p>
<p><em>sulla base delle competenze e qualifiche e non per motivi politici e raccomandazioni; i prestiti devono</em></p>
<p><em>essere concessi alle persone e aziende meritevoli ed in grado di rimborsare quanto ricevuto. È</em></p>
<p><em>necessario adottate la regola, semplice ma sempre valida, del buon senso. Si parte, quindi, da un nuovo</em></p>
<p><em>presupposto e cioè che il costo della crisi bancaria debba essere sostenuto principalmente all’interno</em></p>
<p><em>della banca stessa, come accade per le altre imprese.</em></p>
<p><em>Cosa prevedono le nuove regole?</em></p>
<p><em>Innanzi tutto le nuove regole prevedono il rafforzamento delle misure preventive, a cui ogni banca</em></p>
<p><em>dovrà attenersi. Tra queste, la predisposizione di un piano di risanamento, che prevede cosa deve fare la</em></p>
<p><em>banca in caso di eventi avversi. Le autorità, inoltre, potranno intervenire, in via precoce, per sollecitare</em></p>
<p><em>l’attuazione dei piani di risanamento, sostituire gli organi amministrativi e di controllo, avviare</em></p>
<p><em>l’amministrazione straordinaria.</em></p>
<p><em>E se la prevenzione non fosse sufficiente?</em></p>
<p><em>In caso di crisi bancaria, le autorità di risoluzione preposte al controllo e alla gestione delle crisi, ossia la</em></p>
<p><em>BCE e la Banca d’Italia, avranno a disposizione un insieme di misure, calibrate in funzione della gravità</em></p>
<p><em>della situazione, che prevedono, quale ultima istanza, l’avvio della cosiddetta procedura di “risoluzione”.</em></p>
<p><em>In cosa consiste la procedura di risoluzione?</em></p>
<p><em>E&#8217; un pacchetto di misure che potrà essere richiesto alla banca in crisi dalle autorità di risoluzione per</em></p>
<p><em>risanare il più rapidamente possibile la situazione. Tra i vari strumenti di risoluzione c’è il cosiddetto bailin o salvataggio interno.</em></p>
<p><em>Come funziona il bail-in (salvataggio interno)?</em></p>
<p><em>Con il bail-in le perdite di bilancio della banca in crisi vengono compensate mediante la conversione,</em></p>
<p><em>svalutazione o l’azzeramento di alcuni strumenti finanziari posseduti dagli investitori della banca. In</em></p>
<p><em>parole semplici la perdita della banca viene trasferita sui clienti, che possono subire l’annullamento dei</em></p>
<p><em>propri soldi.</em></p>
<p><em>A quali strumenti bancari si applica il bail-in?</em></p>
<p><em>Il principio base del bail-in è che chi detiene strumenti finanziari più rischiosi contribuisca in misura</em></p>
<p><em>maggiore all’eventuale risanamento: gli azionisti sono, dunque, i primi a dover intervenire. A seguire, e</em></p>
<p><em>solo se il contributo degli azionisti fosse insufficiente, verrà chiamato a contribuire chi detiene altre</em></p>
<p><em>categorie di strumenti, secondo un prefissato schema di priorità di intervento che prevede, in</em></p>
<p><em>successione:</em></p>
<p><em> azioni e altri strumenti finanziari assimilati al capitale, come le azioni di risparmio e le</em></p>
<p><em>obbligazioni convertibili, emesse dalla banca in crisi;</em></p>
<p><em> obbligazioni bancarie subordinate, emesse dalla banca in crisi;</em></p>
<p><em> obbligazioni bancarie ordinarie e senior, emesse dalla banca in crisi;</em></p>
<p><em> depositi superiori a 100 mila euro di persone fisiche e piccole medie imprese (con meno di 250</em></p>
<p><em>dipendenti, ecc…), solo per la parte eccedente i 100 mila euro.</em></p>
<p><em>Cosa succede ai conti e depositi fino a 100 mila euro?</em></p>
<p><em>Fino a 100 mila euro per depositante, i conti correnti, conti deposito (anche vincolati), libretti di</em></p>
<p><em>risparmio, assegni circolari e certificati di deposito nominativi sono tutelati dal fondo di garanzia, a cui</em></p>
<p><em>aderiscono tutte le banche operanti in Italia. Oltre la soglia dei 100 mila euro, i depositi non vengono</em></p>
<p><em>coinvolti automaticamente nel bail-in, ma possono esserlo, se il contributo richiesto agli strumenti più</em></p>
<p><em>rischiosi (azioni, obbligazioni subordinate, altre obbligazioni senza garanzia…) non fosse sufficiente a</em></p>
<p><em>risanare la banca.</em></p>
<p><em>Cosa succede ai conti cointestati?</em></p>
<p><em>Nel caso di un conto cointestato a due persone l’importo massimo garantito è 200 mila euro, mentre,</em></p>
<p><em>nel caso di due conti intestati alla stessa persona presso la stessa banca, l’importo garantito è,</em></p>
<p><em>comunque, 100 mila euro. La garanzia del fondo, infatti, non riguarda il conto, ma è stabilita per ogni</em></p>
<p><em>singolo depositante e per banca.</em></p>
<p><em>Va precisato che il buon senso ci consiglia di fare attenzione alla dichiarata garanzia dei 100 mila euro,</em></p>
<p><em>perché, se molte banche fallissero contemporaneamente, il fondo di garanzia non avrebbe i soldi</em></p>
<p><em>necessari per rimborsare tutti i depositanti.</em></p>
<p><em>Quali strumenti finanziari sono esclusi dal bail-in?</em></p>
<p><em>Sono esclusi dal bail-in:</em></p>
<p><em> le obbligazioni bancarie garantite, emesse dalla banca in crisi (ad esempio i covered bond);</em></p>
<p><em> i titoli depositati in un conto titoli (se non sono stati emessi dalla banca in crisi);</em></p>
<p><em> gli strumenti finanziari, rappresentati da gestioni, fondi, sicav, fondi pensione (che qualificano il</em></p>
<p><em>cliente non come creditore della banca, ma come titolare del proprio capitale, dato in gestione</em></p>
<p><em>alla banca);</em></p>
<p><em> le disponibilità dei clienti custodite presso la banca, come il contenuto delle cassette di</em></p>
<p><em>sicurezza.</em></p>
<p><em>Il bail-in si può applicare a strumenti sottoscritti prima del 1 gennaio 2016?</em></p>
<p><em>Sì, in caso di crisi di una banca, il bail-in si può applicare anche agli strumenti finanziari già in possesso</em></p>
<p><em>dei clienti prima di questa data.</em></p>
<p><em>A questo punto vediamo di riassumere che cosa è successo il 22 novembre 2015, quando la Banca</em></p>
<p><em>d’Italia ha deciso di risolvere lo stato di crisi di 4 banche italiane: Banca Marche, Banca Etruria, Cassa</em></p>
<p><em>di Risparmio di Ferrara e Carichieti.</em></p>
<p><em>Quattro piccole banche locali, tutte in attesa di essere salvate, dopo anni di commissariamenti e</em></p>
<p><em>annunciati cavalieri bianchi, sempre dissoltisi nel nulla. Queste quattro realtà hanno molti tratti in</em></p>
<p><em>comune: dall&#8217;intervento dei commissari, alle inchieste giudiziarie, ma soprattutto hanno in comune le</em></p>
<p><em>cause delle loro disavventure. Il filo conduttore è per tutte una gestione eccessivamente “disinvolta” del</em></p>
<p><em>credito: prestiti concessi a chi non era in grado di restituirli. La «sana e prudente gestione del credito»,</em></p>
<p><em>come recita il dovere di ogni banchiere, non è stata applicata.</em></p>
<p><em>Il 22 novembre 2015 la Banca d’Italia ha deciso di risolvere tali crisi nel seguente modo:</em></p>
<p><em>ha diviso ognuna di queste quattro banche in due parti: la “banca buona” e la “banca cattiva”. Le banche</em></p>
<p><em>cattive sono state private di tutte le autorizzazioni ad operare e ad esse sono stati attribuiti tutti i debiti,</em></p>
<p><em>pari a circa 3,6 miliardi di euro. Tali debiti sono stati compensati per la parte prevalente mediante</em></p>
<p><em>contributi di tutte le altre banche italiane, che hanno creato a tal fine un “Fondo di Risoluzione”</em></p>
<p><em>(anticipato, mediante un prestito remunerativo, da tre grandi banche italiane). La parte rimanente dei</em></p>
<p><em>debiti è stata compensata mediante l’annullamento delle azioni ed, infine, mediante l’annullamento</em></p>
<p><em>delle obbligazioni subordinate, emesse da questi quattro istituti. Tali obbligazioni subordinate, pari ad</em></p>
<p><em>un importo di circa 800 milioni di euro, sono quasi tutte in capo a due di questi quattro istituti: Banca</em></p>
<p><em>Etruria e Banca Marche.</em></p>
<p><em>La Banca d’Italia ha dichiarato di aver anticipato tale decisione a novembre 2015 per evitare</em></p>
<p><em>l’applicazione della Direttiva Bail-In, ritenendo che la direttiva in questione avrebbe reso impossibile</em></p>
<p><em>l’intervento delle altre banche e avrebbe comportato il fallimento dei quattro istituti di credito in crisi,</em></p>
<p><em>con conseguenze di gran lunga peggiori sia in termini di perdite in capo ai risparmiatori sia in termini di</em></p>
<p><em>disoccupazione. Per le “banche buone” l’obiettivo è di venderle prima possibile e di utilizzare i ricavi così</em></p>
<p><em>ottenuti per rimborsare il Fondo di Risoluzione, vale a dire le altre banche italiane, che hanno prestato i</em></p>
<p><em>soldi.</em></p>
<p><em>Da alcune settimane non si fa altro che parlare delle Banche di Credito Cooperativo. Ma perché?</em></p>
<p><em>Se ne parla in quanto è necessaria una profonda riforma del settore. Infatti, almeno 100 istituti di</em></p>
<p><em>credito cooperativo su 363 hanno fragilità di bilancio. Senza un intervento in tempi brevi, 15-17 istituti</em></p>
<p><em>sono a rischio fallimento nei prossimi diciotto mesi. Le soluzioni non sono molte. L’unica strada</em></p>
<p><em>praticabile sembra essere quella di stabilizzare i bilanci delle banche mal gestite, addossandone i rischi a</em></p>
<p><em>quelle più solide: spingendo le BCC sane, in un vincolo di mutuo soccorso, si potrebbero salvare le altre,</em></p>
<p><em>quelle malate. Altre soluzioni sembrano improbabili, in quanto con un sistema chiuso, basato sul</em></p>
<p><em>principio “una testa-un voto” ed una redditività media appena all’1%, oggi le banche di credito</em></p>
<p><em>cooperativo non sono in grado di trovare risorse fresche sul mercato. Resta il dubbio, se mettere in</em></p>
<p><em>comune bilanci bancari sani con quelli malati risolverà i problemi e rimuoverà i corrotti e gli</em></p>
<p><em>incompetenti, oppure contagerà le banche in salute e le renderà più fragili. Il governo sembra essere</em></p>
<p><em>orientato a creare una capogruppo-ombrello sotto cui si trovino tutte le BCC, sulla base di una rete di</em></p>
<p><em>garanzie incrociate fra di esse, in modo da mettere in sicurezza le frange più esposte. Le BCC più grandi e</em></p>
<p><em>sane, che non vorranno garantire per le altre, potranno tenersi fuori e trasformarsi in banche popolari,</em></p>
<p><em>ma dovranno versare una quota importante delle loro riserve alla nuova holding, affinché quest’ultima</em></p>
<p><em>non nasca troppo debole. Sapremo entro breve quale sarà la decisione finale del governo in merito a</em></p>
<p><em>questa storia!</em></p>
<p><em>Come faccio a capire se la mia banca è sicura?</em></p>
<p><em>La banca è un’azienda e di conseguenza può essere considerata sana, solida e sicura se gestita bene. La</em></p>
<p><em>bontà della gestione si traduce nella presenza all’interno del Bilancio della banca di un UTILE, quanto</em></p>
<p><em>maggiore è questo utile tanto più sicura è la banca. Se la banca è in perdita non è gestita bene e non è</em></p>
<p><em>sicura. Ci sono, poi, degli indicatori patrimoniali, che aiutano a capire come è messa la banca dal punto</em></p>
<p><em>di vista della patrimonializzazione. Questi indicatori sono il CET1 ed il Total Capital Ratio. La BCE ha</em></p>
<p><em>fissato dei requisiti minimi per questi due coefficienti. Il CET1 deve essere superiore al 7% ed il Total</em></p>
<p><em>Capital Ratio deve essere superiore al 10,5%. Quanto più alti sono questi coefficienti tanto migliore è la</em></p>
<p><em>situazione della banca dal punto di vista del patrimonio rapportato ai prestiti, che essa ha concesso,</em></p>
<p><em>ponderati per il rischio che essi comportano.</em></p>
<p><em>Banca Generali è sicura?</em></p>
<p><em>L’Istituto di Credito, nell’ambito del quale io svolgo l’attività di Consulente Finanziario da oltre 19 anni,</em></p>
<p><em>ha conseguito nell’anno 2014 un utile di bilancio di 167,5 milioni di euro. Il Bilancio 2015, non ancora</em></p>
<p><em>disponibile, a settembre 2015 riportava il dato, non definitivo, di circa 199 milioni di euro di utile.</em></p>
<p><em>Di seguito altri indicatori importanti, raffrontati con il resto del settore bancario (dati comunicati il 18</em></p>
<p><em>gennaio 2016):</em></p>
<p><em>Vediamo di capirne il significato:</em></p>
<ol>
<li><em> CET1 = TIER1 (per Banca Generali tali coefficienti coincidono)</em></li>
</ol>
<p><em>Il Common Equity Tier 1 (CET1) è dato dal rapporto tra il capitale a disposizione della banca e i</em></p>
<p><em>prestiti concessi ponderati per il rischio. Il CET1 di Banca Generali è pari al 13,4%. Il minimo richiesto</em></p>
<p><em>è pari al 7%, quindi il coefficiente di Banca Generali supera il requisito minimo del 92%.</em></p>
<ol start="2">
<li><em> TOTAL CAPITAL RATIO</em></li>
</ol>
<p><em>Il Total Capital Ratio è dato dal rapporto tra il patrimonio di base della banca (capitale versato,</em></p>
<p><em>riserve, utili non distribuiti) e i prestiti concessi ponderati per il rischio. Il Total Capital Ratio di Banca</em></p>
<p><em>Generali è pari al 15,1%. Il minimo richiesto è pari al 10,5%, quindi il coefficiente di Banca Generali</em></p>
<p><em>supera il requisito minimo del 43%.</em></p>
<ol start="3">
<li><em> OBBLIGAZIONI RETAIL</em></li>
</ol>
<p><em>Le obbligazioni non garantite sono uno degli strumenti finanziari aggredibili dal Bail-In, quindi sapere</em></p>
<p><em>quante di queste obbligazioni la banca abbia emesso è un dato significativo. Banca Generali non ha</em></p>
<p><em>mai emesso tali obbligazioni, mentre le obbligazioni emesse dalle altre banche in Italia ammontano a</em></p>
<p><em>386 miliardi di euro.</em></p>
<ol start="4">
<li><em> BANCA GENERALI IN BORSA</em></li>
</ol>
<p><em>Indipendentemente dai periodi speculativi, un’azienda gestita bene viene sempre premiata dal</em></p>
<p><em>mercato azionario. Le azioni di Banca Generali, da novembre 2006, quando è avvenuta la quotazione</em></p>
<p><em>in Borsa, hanno permesso agli azionisti di realizzare un rendimento del +421%, contro un</em></p>
<p><em>rendimento dell’Indice azionario della Borsa italiana del -25%.</em></p>
<ol start="5">
<li><em> AUMENTI DI CAPITALE</em></li>
</ol>
<p><em>Quando le aziende hanno bisogno di finanziarsi, ricorrono agli aumenti di Capitale Sociale. Banca</em></p>
<p><em>Generali non ha chiesto aumenti di Capitale, contro un totale di aumenti di Capitale richiesti dalle</em></p>
<p><em>altre banche italiane di 48 miliardi di euro.</em></p>
<ol start="6">
<li><em> SOFFERENZE</em></li>
</ol>
<p><em>Le sofferenze rappresentano il problema più grande delle banche in difficoltà, in quanto sono</em></p>
<p><em>costituite dai crediti, che la banca non riesce a riscuotere. Le sofferenze di Banca Generali sono pari</em></p>
<p><em>allo 0,1%, contro un totale delle sofferenze del sistema bancario italiano del 10,4%. Banca Generali,</em></p>
<p><em>infatti, concede solamente affidamenti garantiti dagli investimenti, che i clienti hanno presso</em></p>
<p><em>l’istituto di credito.</em></p>
<p><em>Concludo questo mio contributo con la speranza di aver chiarito alcuni importanti concetti e di aver</em></p>
<p><em>raggiunto il mio obiettivo: fare corretta informazione finanziaria. Aggiungo, inoltre, che, vista la</em></p>
<p><em>complessità, che l’analisi di Bilancio di una banca può avere, sono disponibile ad assistere nelle</em></p>
<p><em>proprie valutazioni chi di Voi non si senta tranquillo a mantenere i rapporti con la sua attuale banca.</em></p>
<p><em>Ricordo che, da molti anni, il Decreto Bersani ha stabilito la possibilità di trasferire in modo</em></p>
<p><em>completamente gratuito tutti i rapporti da una banca all’altra.</em></p>
<p><em>Un caro saluto a tutti Voi.</em></p>
<p><em>Fonti:</em></p>
<p><em>http://www.bancagenerali.it</em></p>
<p><em>http://www.ecb.europa.eu/ecb/html/index.it.html</em></p>
<p><em>https://www.bancaditalia.it/</em></p>
<p><em>http://www.bis.org/</em></p>
<p><em>http://www.wallstreetitalia.com/bcc-riforma-imminente-o-rischio-nuove-implosioni-bancarie/</em></p>
<p><em>http://www.financialounge.com/azienda/financialounge/news/fondi-comuni-e-sicav-sono-sempreesclusi-dal-bail-in/</em></p>
<p><em>http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/38776_crisi-banche-una-guida-online-sul-bail-in-eccocosa-cambia.htm</em></p>
<p><em>https://it.finance.yahoo.com/notizie/altre-9-banche-rischio-in-070000586.html</em></p>
<p><em>https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/elenco/</em></p>
<p><em>http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-12-20/fai-test-tua-banca-patrimonio-basesopra-10percento-192346.html</em></p>
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		<title>Rendersi conto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 09:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
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		<title>L&#8217;importanza della previdenza</title>
		<link>https://www.robertaseppoloni.it/limportanza-della-previdenza/</link>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 10:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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