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	<title>ecologia &#8211; Roberta Seppoloni</title>
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		<title>Addio plastica&#8230;le bottigliette ecologiche sono anche più belle!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 10:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovunque tu sia, al mare, in montagna o a casa, prima di uscire ricordati di portare sempre con te la borraccia riutilizzabile. Di questa idea alcuni ne hanno fatto un business vero e proprio. Colorate, tecnologiche, dalle forme più originali e griffate, sono le borracce per l’acqua di ultima generazione. Le bottiglie “Bkr” di Tal Winter e Kate Cutler sono&#160;<a href="http://www.robertaseppoloni.it/addio-plastica-le-bottigliette-ecologiche-sono-anche-piu-belle/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<h1>Ovunque tu sia, al mare, in montagna o a casa, prima di uscire ricordati di portare sempre con te la borraccia riutilizzabile.</h1>
<p>Di questa idea alcuni ne hanno fatto un business vero e proprio.</p>
<p>Colorate, tecnologiche, dalle forme più originali e griffate, sono le borracce per l’acqua di ultima generazione.</p>
<p>Le bottiglie “<strong>Bkr</strong>” di Tal Winter e Kate Cutler sono in vetro e silicone ed ogni bottiglia è ispirata alla moda, fotografia e cultura contemporanea, in edizione annuale limitata.</p>
<p>Il marchio francese di acqua minerale Evian ha creato una sua linea di borracce “d’autore”: la collezione “<strong>One Drop can make a Rainbow</strong>”, realizzata in collaborazione con Louis Vitton, caratterizzata da vetro, rivestimento in silicone e tappo di bambù.</p>
<p>Non mancano gli esempi italiani di bottigliette “eco-chic”, come “<strong>Ripples</strong>”, la borraccia in materiale acrilico, piatta come un tablet, realizzata da Guzzini e dal designer e artista israeliano Ron Arad.</p>
<p>Ben venga tutto questo! Non importa se d’autore, sofisticate e high tech, perché in questo modo sono desiderate da tutti, non solo dagli ecologisti. Una moda in espansione che strizza l’occhio all’ecologia ed al pianeta!</p>
<h2>Ed il pianeta ne ha tanto bisogno: dagli anni Sessanta ad oggi lo abbiamo riempito di 8,3 miliardi di tonnellate di plastica non biodegradabile, corrispondenti a 822.000 Torri Eiffel.</h2>
<p>Se continuassimo così, entro il 2050, questa montagna tossica verrebbe quadruplicata. Di essa ne ricicliamo meno del 10% ed il grosso dello scarto finisce in mare.</p>
<p>Sui fondali marini la concentrazione di polimeri supera quella dei microrganismi viventi. Non solo i pesci ingeriscono plastica, anche noi finiamo per mangiarla.</p>
<p>In base ad uno studio dell’Università di Newcastle in Australia, ogni umano ingerisce l’equivalente di una carta di credito alla settimana.</p>
<p>Gli alimenti in cui la concentrazione di microplastiche è maggiore sono l’acqua sia delle bottiglie che del rubinetto, il sale, la birra ed i frutti di mare.</p>
<h3>La plastica è presente ovunque, dai contenitori ai detergenti, dalla cosmesi all’abbigliamento.</h3>
<p>Una sola felpa di pile può rilasciare fino a 250 mila microfibre durante un solo lavaggio in lavatrice.</p>
<p>Fibre talmente minuscole da essere invisibili, che, una volta in mare, finiscono con il contaminare l’intera catena alimentare.</p>
<p>Questo fenomeno viene studiato dal 2013, quindi, ancora non siamo in grado di capire quali possano esserne gli effetti.</p>
<p>Sappiamo, però, che, al di sotto di una certa grandezza, queste microparticelle riescono ad introdursi all’interno delle nostre cellule, fino a raggiungere il sistema nervoso, influenzandolo. Come?</p>
<p>I pesci, esposti ad un inquinamento da microplastiche, evidenziano un cambiamento nel loro comportamento, diventando molto più lenti nelle reazioni fino all’inerzia.</p>
<h4>In molti stanno dicendo BASTA, cambiando le proprie abitudini!</h4>
<p>Anche noi possiamo fare molto, evitando bottigliette e contenitori monouso; privilegiando cosmesi senza microsfere; spazzolini in bambù o legno; indossando abbigliamento fatto con materiali naturali come cotone, seta, lino, lana; utilizzando sacchetti per i lavaggi in lavatrice, che catturano le microfibre; preferendo detersivi liquidi … ed altro ancora.</p>
<p>Iniziamo oggi stesso, perché non si aspetta un mondo migliore, lo si crea!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecosia: il motore di ricerca che pianta gli alberi&#8230;</title>
		<link>http://www.robertaseppoloni.it/blog-ecosia-il-motore-di-ricerca-che-pianta-gli-alberi/</link>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 10:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Seppoloni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecosia, che fantastica scoperta! Non sapete quante informazioni si possono ottenere parlando con una figlia quindicenne, fan di Greta ed iscritta a Greenpeace. Durante l’ultima chiacchierata, Nicole, questo il suo nome, mi dice: “Mamma cosa ne pensi di Ecosia?” “Ecosia?&#8221; Dico io. Mai farsi trovare impreparati da una figlia quindicenne! Sbircio velocemente il cellulare e scopro che esiste un motore&#160;<a href="http://www.robertaseppoloni.it/blog-ecosia-il-motore-di-ricerca-che-pianta-gli-alberi/" class="read-more">Continue Reading</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<h1>Ecosia, che fantastica scoperta!</h1>
<p>Non sapete quante informazioni si possono ottenere parlando con una figlia quindicenne, fan di Greta ed iscritta a Greenpeace.</p>
<p>Durante l’ultima chiacchierata, Nicole, questo il suo nome, mi dice: “Mamma cosa ne pensi di Ecosia?” “Ecosia?&#8221; Dico io.</p>
<p>Mai farsi trovare impreparati da una figlia quindicenne!</p>
<p>Sbircio velocemente il cellulare e scopro che esiste un motore di ricerca, di nome Ecosia, che dichiara di donare l’80% dei proventi ricavati dalla pubblicità online per sostenere programmi di riforestazione.</p>
<p>E’ fantastico Nicole! Mentre faccio le mie ricerche su internet, contribuisco alla riforestazione del nostro pianeta!</p>
<p>Ma chi ha avuto questa idea geniale e come funziona?</p>
<h2>Ecosia è stato fondato in Germania nel 2009 da Christian Kroll, insieme a Bing (Microsoft), Yahoo e WWF.</h2>
<p>Come per gli altri motori di ricerca, il fatturato di Ecosia viene generato dai proventi pubblicitari delle ricerche effettuate dai clienti. Alcuni link affiliati, detti Ecolinks, consentono agli utenti di generare donazioni attraverso gli acquisti online. Infatti, le aziende dei link affiliati pagano a Ecosia fino al 5% dell’importo degli acquisti effettuati sul loro sito. Ecosia utilizza l’80% dei profitti, provenienti dalla pubblicità, corrispondenti al 47,1% delle proprie entrate, per finanziare il Progetto “Pianta un miliardo di alberi”.</p>
<h3>Nei primi 5 anni di progetto sono stati donati 1,2 milioni di euro.</h3>
<p>Oggi Ecosia è impegnata in 16 Paesi diversi per piantare alberi con numerose organizzazioni, scegliendo i più importanti centri di biodiversità.</p>
<p>Il sistema è abbastanza semplice: una singola ricerca su internet corrisponde mediamente a circa mezzo centesimo di euro di guadagno per Ecosia. Per piantare un albero servono circa 22 centesimi e meno di 1 secondo. In media, un nuovo seme viene piantato ogni 45 ricerche e, dal 2009 ad oggi, Ecosia ha piantato 62 milioni di alberi.</p>
<p>La sua home page ha un contatore, che mostra il numero degli alberi piantati in continuo aumento.</p>
<p>Gli alberi vengono piantati per assorbire CO2 dall’atmosfera, attraverso la fotosintesi, combattendo l’aumento dell’effetto serra, l’acidificazione dei mari ed altri problemi ambientali. Un’altra caratteristica interessante è rappresentata dal fatto che questo motore di ricerca, per tutta la parte di lavoro svolta direttamente al suo interno, è CO2 neutrale, vale a dire che neutralizza il 100% delle emissioni di anidride carbonica causata dal server, dalle infrastrutture e dai dispositivi degli utenti.</p>
<p>Anche i motori di ricerca, suoi partners, Bing e Yahoo stanno lavorando in tal senso.</p>
<p>Inoltre, dal 2018, Ecosia si è impegnata a diventare un motore di ricerca che tutela la privacy degli utenti. Le ricerche sono criptate, cancellate dopo un periodo di tempo e i dati non sono venduti a terze parti. Secondo la policy dell’azienda, gli utenti non vengono profilati.</p>
<p>Che dire? Grazie Nicole per avermi fatto scoprire Ecosia!</p>
<p>Guarda il video: <a href="http://www.robertaseppoloni.it/category/video-consigliati-prova/" target="_blank" rel="noopener">Ecosia: il motore di ricerca che pianta gli alberi</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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