Lo scudo della cultura e le risorse per il futuro dei nostri figli

Cari lettori, da quando la situazione in Afghanistan è precipitata, ho provato forti sentimenti di dolore, scoraggiamento e frustrazione…

Dolore per i morti e per le future vittime; scoraggiamento per le nuove generazioni e per tutte le loro speranze infrante; frustrazione per il fatto di vivere in una di quelle nazioni, che hanno contribuito in vario modo, anche impiegando grandi somme di denaro, a cambiare le cose in quel paese, fallendo miseramente.

Dopo aver pianto, sono passata alla ricerca di informazioni, al fine di individuare possibili azioni concrete per aiutare questo popolo.

Cercando su qualsiasi motore di ricerca, si ottiene una lista di associazioni ed onlus italiane ed internazionali, che operano nel territorio afgano.

Ho pensato di dare priorità a quelle che si occupano di assistenza medica, che rappresenta l’esigenza principale, almeno in questa prima fase.

Una di queste è Emergency di Gino Strada, che dal 1999, anno dell’inizio dell’attività nel paese, ha curato 7,5 milioni di persone. A Lashkar-gah, nel sud dell’Afghanistan, ha sede, infatti, l’ospedale di Emergency.

Un’altra associazione molto nota per il sostegno sanitario dei paesi in guerra e crisi umanitaria (opera in 88 nazioni nel mondo) è Medici senza frontiere. In Afghanistan hanno aperto due poli, uno a Boost, per la medicina d’emergenza, ed un altro a Khost, nell’area orientale del paese, che consiste in un ospedale di medicina neonatale e materna.

E’ possibile dare il proprio aiuto in diversi modi, soprattutto con donazioni dirette e con la destinazione del 5×1000 in sede di dichiarazione dei redditi, in modo da non limitare il proprio sostegno ad una sola volta, ma riuscendo a dare un’importante continuità.

Con il passare dei giorni, le mie riflessioni sono aumentate.

Da una parte ci sono i vari governi ed istituzioni, che devono fare la loro parte per salvare il salvabile. Ma dall’altra ci siamo noi, ognuno di noi.

Cosa possiamo fare? Tutto quello che è in nostro potere per evitare che la povertà e l’ignoranza permettano che alcuni schiavizzino altri.

Pensando e ripensando, sono giunta alla conclusione che solo la cultura ci può salvare.

Noi genitori abbiamo il compito di fare in modo che i nostri figli siano sempre curiosi di apprendere. Abbiamo il dovere di stimolare la loro crescita culturale, di condividere con loro argomenti importanti, letture interessanti… Dobbiamo dare con entusiasmo il buon esempio, infondendo loro la consapevolezza dell’uguaglianza, della parità di genere, del rispetto verso tutti, perché il comportamento è molto più efficace delle parole…

Dobbiamo essere presenti ed attenti nella scelta della scuola e soprattutto dell’Università.

Mandare un figlio all’Università costa e costa anche molto. Nessun genitore vorrebbe trovarsi nella situazione di non avere le risorse economiche per garantire il futuro migliore ai propri figli. Ecco perché dobbiamo organizzarci prima possibile, affinché, mediante il risparmio e la pianificazione possiamo avere le risorse necessarie, affinché i nostri figli, indipendentemente dal sesso, dalla classe sociale e quant’altro, possano diventare le persone che desiderano e affinché più nessuno al mondo possa minacciare la loro libertà.

“Guadagno poco, non riesco a risparmiare, i soldi non rendono niente…”, tutte scuse, è solamente un alibi creato per difendere noi stessi!

I miei genitori, anche se con molti sacrifici, lo hanno fatto e mi hanno permesso di diventare la persona che sono.

 

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