Tre errori da evitare in Finanza!

Che gestire un Portafoglio Investimenti non sia proprio una passeggiata lo sappiamo in molti, ma che le conseguenze più negative possano essere causate dal funzionamento del nostro cervello e dall’emotività non è di pubblico dominio.

Come mette in evidenza un’apposita disciplina, la Finanza Comportamentale, nel prendere decisioni d’investimento tendiamo ad utilizzare scorciatoie mentali euristiche e rimaniamo prigionieri di preconcetti e bias cognitivi.

Cosa significa?

Il nostro cervello non vuole faticare e cerca di evitare ragionamenti troppo complessi attraverso delle scorciatoie mentali. Si tratta di riformulazioni di situazioni complesse, che permettono di semplificarle, ma che contengono così tante imprecisioni da indurre spesso in errore.

Vediamo, quindi, gli errori, in cui si può incappare:

  1. La propensione a considerare solamente le informazioni che confermano la bontà della nostra decisione d’investimento e ad ignorare tutte le evidenze contrarie.

Proprio per la pigrizia del nostro cervello ad affrontare argomenti complessi, possiamo essere portati a non considerare tutte le informazioni in nostro possesso, ma solamente una parte di esse, che normalmente coincidono con quelle che ci fanno più comodo.

Questo atteggiamento del nostro cervello può indurci a decisioni sbagliate, perché frutto di valutazioni parziali e per niente razionali.

  1. In Finanza mai farsi prendere dalle emozioni! Sì, è proprio così, l’emotività può portare a comportamenti errati.

L’avversione alle perdite, ad esempio, spinge a vendere troppo presto nelle fasi di rialzo dei mercati, per la paura di perdere quanto si sta guadagnando. Mentre, la stessa avversione spinge a vendere troppo tardi nelle fasi di ribasso per non voler realizzare la perdita.

  1. L’indagine, fatta dalla Consob, nel 2018, sulle scelte d’investimento delle famiglie italiane, ha evidenziato che il 40% del campione ha dichiarato di avere un elevato livello di conoscenze finanziarie, ma in media un intervistato su due, poi, non è stato in grado di definire correttamente nozioni finanziarie di base. Sui concetti più avanzati le cose peggiorano, in quanto meno di uno su cinque ha dato risposte giuste e solamente il 10% è stato in grado di ordinare correttamente le principali tipologie d’investimento per livello di rischio.

In tutto il mondo gli investitori hanno aspettative di rendimento irrealistiche.

Nel Global Survey of Individual Investors 2019 di Natixis, gli investitori italiani hanno dichiarato di aspettarsi un rendimento del 10,5% contro il 4,5% previsto dai professionisti finanziari, uno dei gap più elevati emersi nell’indagine.

La cosa che fa più riflettere è che queste aspettative mancano anche di coerenza.

Per poter ottenere un rendimento così elevato, infatti, le forme d’investimento prescelte devono avere una elevata volatilità e comportare l’assunzione di maggior rischio. Invece, da questo report, risulta che la volatilità non viene vista dall’investitore italiano come la caratteristica di un investimento capace di ottenere rendimenti elevati, ma come una minaccia al raggiungimento del rendimento desiderato.

Si ha la percezione di trovarci di fronte a investitori che sperano che si realizzi l’impossibile, vale a dire ottenere rendimenti altissimi rischiando poco e niente.

Ecco, quindi, il terzo errore da evitare: pensare che si possa guadagnare tanto, rischiando poco.

 

 

 

Fonte immagine utilizzata in copertina: www.lamentemeravigliosa.it

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