Certificati a Capitale totalmente protetto

Nelle ultime settimane, mi è capitato di parlare più volte con i miei Clienti dei Certificati a Capitale totalmente protetto, riscuotendo grande interesse da parte loro nel volerne comprendere il funzionamento.

Come detto anche in altre occasioni, ritengo che il metodo più proficuo per superare i vari momenti critici, come ad esempio l’attuale inflazione, sia rappresentato dall’aumentare le proprie competenze e condividerle…

Ecco perché parlare dei Certificati.

Il Certificato è un titolo, identificato da un codice ISIN, emesso da una Banca e quotato nei principali mercati regolamentati, come ad esempio il SeDex.

Essendo emesso da una Banca ed essendo equiparabile ad un’obbligazione, in seguito alla Direttiva Europea Bail-in del 2019, è sottoposto al rischio legato alla solvibilità dell’Emittente, il quale ha il compito di garantire il pagamento del rendimento ed il rimborso del Capitale.

Il rendimento del Certificato è legato all’andamento di un sottostante, vale a dire un parametro, che può essere rappresentato, ad esempio, da un indice azionario, del quale viene rilevato il valore iniziale ed il valore finale, corrispondenti all’emissione e scadenza del Certificato.

L’incremento realizzato dall’indice rappresenta, di norma, il rendimento del Certificato.

A volte il rendimento del Certificato, può essere maggiore di quello dell’indice, nel caso di moltiplicatore superiore al 100%, oppure più basso, nel caso di presenza di un cap contrattuale, una specie di tetto, oltre al quale il rendimento non può andare.

Dal punto di vista dell’intestazione, nel caso di deposito titoli cointestato tra moglie e marito, ad esempio, il Certificato risulta essere cointestato ad entrambi, proprio come un’obbligazione.

Dal punto di vista Fiscale, invece, esso rappresenta una particolarità, in quanto il suo rendimento rientra nella categoria dei Redditi Diversi e non dei Redditi di Capitale. Questo rappresenta un importante vantaggio, poiché tale rendimento è compensabile con eventuali vecchie minusvalenze, realizzate in precedenza e non ancora scadute.

Facciamo un esempio:

–       Certificato EMESSO da Goldman Sachs;

–       ISIN ……………;

–       SOTTOSTANTE Euro Stoxx 50 Index;

–       DIVISA Euro;

–       PROTEZIONE del Capitale a SCADENZA 100%;

–       PARTECIPAZIONE 100%;

–       DURATA 3 anni.

Supponiamo di investire un Capitale pari ad euro 10.000,00 nel Certificato appena descritto, all’interno di un deposito titoli cointestato.

Supponiamo che l’Indice azionario sottostante, nel corso dei tre anni di vita del Certificato, abbia avuto una performance negativa del -25%.

In questo caso, alla scadenza, ci verrà rimborsato il nostro Capitale di euro 10.000,00, senza la realizzazione di alcun rendimento, ma, cosa importante, senza alcuna perdita.

Supponiamo, invece, che l’Indice azionario sottostante, nel corso dei tre anni di vita del Certificato, abbia avuto una performance positiva del +25%.

In questo caso, alla scadenza, ci verrà rimborsato il nostro Capitale di euro 10.000,00 insieme al rendimento di euro 2.500,00.

Naturalmente, dal rendimento di euro 2.500,00, la Banca, essendo sostituto d’imposta, dovrà trattenere la ritenuta del 26%, da versare allo Stato, pari ad euro 625,00. A meno che, esistano nel nostro deposito titoli minusvalenze pregresse, realizzate entro i 4 anni antecedenti e, quindi, non ancora scadute, per un importo di euro 2.500,00, cointestate come il nostro Certificato.

In sintesi, le caratteristiche necessarie per il buon esito del Certificato sono: la solvibilità dell’Emittente; un valido Indice sottostante ed il suo livello di partenza competitivo; il fattore di protezione 100%; il fattore di partecipazione, almeno del 100%; la durata in sintonia con il nostro orizzonte temporale, in quanto se fossimo costretti a vendere il Certificato sul mercato, prima della scadenza, potremmo risultarne penalizzati.

Con un’inflazione elevata e crescente, come quella registrata negli ultimi mesi, se vogliamo proteggere il nostro Capitale dall’erosione del potere d’acquisto, è necessario privilegiare forme d’investimento con potenziale rendimento superiore all’inflazione.

Normalmente queste forme d’investimento sono rappresentate dalle azioni e dalle forme di risparmio gestito azionarie che, però, non garantiscono il Capitale investito.

Con i Certificati a Capitale totalmente protetto si riesce a conciliare l’elevata potenzialità di rendimento con la protezione totale del Capitale a scadenza e, quindi, a difendere il nostro Capitale dall’inflazione.

Il supporto di un professionista nella scelta del Certificato o nella creazione di un Portafoglio Certificates può potenziare i risultati, sia in termini di rendimento che di tutela.

 

 

Il mio metodo si chiama Finessere e mette al Finanza al servizio del Benessere.

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