La crisi di CHINA EVERGRANDE

Nel settore finanziario non ci si annoia mai!

Nel momento in cui si intravedono dei miglioramenti e si può pensare al possibile superamento della pandemia, ecco che i mercati tremano di nuovo, scossi dall’ennesima crisi.

A spaventare questa volta è una delle principali aziende immobiliari cinesi, la China Evergrande Group, a causa del suo elevatissimo indebitamento e della crisi di liquidità in cui si è venuta a trovare.

Vediamo meglio il quadro della situazione.

Il settore immobiliare è uno dei settori principali nell’economia cinese, in quanto concorre al 30% del pil del paese.

L’azienda in questione, nel primo semestre del 2021, ha generato 70 miliardi di dollari di ricavi e contratti di vendita superiori a 100 miliardi di dollari. Sembrerebbe, quindi, un’azienda sana, ma la stessa Evergrande ha anche debiti per 300 miliardi di dollari, di cui 19 miliardi costituiti da obbligazioni scambiate sul mercato esterno ed oltre l’80% detenute da investitori cinesi.

In realtà non è l’unica azienda immobiliare cinese pesantemente indebitata. Questo settore, infatti, è, da anni, caratterizzato da un livello d’indebitamento particolarmente elevato, ma fino a questo momento la cosa non aveva avuto conseguenze.

Che cosa è cambiato?

La modalità gestionale aggressiva di Evergrande si è scontrata con le riforme che il governo cinese ha deciso di attuare, al fine di perseguire due obiettivi principali: ridurre notevolmente l’indebitamento degli operatori immobiliari e far scendere i prezzi delle case, così da renderle accessibili a tutti i cittadini.

Tali riforme possono essere sintetizzate nella Politica delle 3 Linee Rosse, che si basa su tre criteri di valutazione:

  1. Rapporto tra passività e attività (esclusi gli incassi anticipati), che deve essere inferiore al 70%;
  2. Rapporto di indebitamento netto inferiore al 100%;
  3. Rapporto tra liquidità e debito a breve termine superiore a 1.

In caso di mancato rispetto di una, due o tre linee rosse, gli operatori immobiliari non possono più indebitarsi.

Da metà 2021 Evergrande risulta in linea con il rapporto di indebitamento netto, ma non in linea con gli altri due parametri e, quindi, non è in grado di accedere a nuovo credito bancario.

La sua crisi di liquidità è stata per lo più indotta dalle nuove misure di regolamentazione decise dal governo cinese. Ad aggravare la situazione, poi, è intervenuta la perdita di fiducia degli investitori cinesi, sempre più avversi al rischio.

Il futuro di questa azienda e di tutte quelle ad essa collegate dipenderà dalla forma di ristrutturazione adottata, che dovrebbe avvenire in modo ordinato e certo. Pechino potrebbe sovrintendere alla stabilità sociale e finanziaria del settore, evitando l’effetto contagio. Del resto il fallimento di China Evergrande Group potrebbe avere un impatto molto significativo sulla solvibilità delle grandi banche cinesi.

A tal proposito, è improbabile che il governo non sostenga il settore finanziario, soprattutto per il fatto che gli istituti di credito potrebbero rappresentare lo strumento principale di supporto all’intera economia del paese.

Nei prossimi giorni, quindi, sarà fondamentale prestare particolare attenzione al pagamento o meno delle prossime cedole su obbligazioni off shore, emesse da Evergrande. La prima cedola scade oggi 23 settembre ed è pari a 84 milioni di dollari e la prossima cedola è prevista per il 29 settembre 2021 ed è pari a 47,5 milioni di dollari.

Se la ristrutturazione avverrà in modo adeguato, non ci saranno stravolgimenti dei modelli di business attuali, ma piuttosto verranno frenati percorsi di espansione aggressivi ed alimentati dal debito. Tali politiche potrebbero migliorare la salute e la qualità complessiva del credito del settore, raggiungendo livelli di maggiore sostenibilità e vantaggi per tutti gli operatori.

Negli ultimi mesi, in Cina, gli asset più rischiosi sono stati sottoposti ad un forte inasprimento normativo, che ha riguardato soprattutto alcuni settori, in particolare i settori immobiliare, scolastico e tecnologico. In tutti questi settori abbiamo assistito ad importanti correzioni, che al momento non fanno piacere, ma che potrebbero portare a miglioramenti futuri.

Come possiamo proteggerci da queste situazioni, che potrebbero ripetersi all’infinito?

Un Portafoglio Investimenti di valore, caratterizzato da elevata qualità gestionale, asset allocation prudente, adeguata diversificazione e buona decorrelazione può avere tutte le caratteristiche per superare bene qualsiasi momento di crisi. Se, poi, all’efficienza gestionale aggiungiamo la caratteristica della Sostenibilità – ESG, esso potrà essere ancora più resiliente.

 

Fonti:

BG Approfondimenti – Direzione Financial Advisory| MarketsStrategy

UBS Flash Commentary – UBS Asset Management| Il mercato immobiliare cinese

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